La Chiesa

La sacrestia

E’ un piccolo gioiello di arte che fa esclamare di meraviglia. E’ come una piccola cappella di m. 9,50 di lunghezza e m. 7,20 di larghezza. Armadi di radica di noce veronese son posti lungo tre pareti  per uno sviluppo lineare di m. 14,58 ed un’altezza di m. 4,20. Sei colonne tortili massicce alte m. 2,35, poste sopra mensole anche esse lavorate con capitelli corinzi e gli spigoli degli armadi arrotondati fanno rimanere il visitatore incantato, pensando che il lavoro in quel tempo era eseguito tutto a mano. La sacrestia fu iniziata nel 1774 e venne ultimata ed aperta il giorno festivo di San Filippo il 26 maggio del 1785.

L’eccellente ebanista maceratese Silvestro Fioravanti fu l’artefice di questa grandiosa opera. L’ambiente è completato da quattro eleganti colonne che limitano lo spazio riservato all’altare. Degna cornice di tanta magnificenza sono le pitture della volta e della pala dell’altare, rappresentante San Pietro che piange dopo il rinnegamento. E’ opera del maceratese Giuliano Alberti. Intrecci di rami e fiori fanno corona sulla volta, alla gloria di San Filippo posta al centro. Tutto l’ambiente è adatto anche per una cappella accogliente e devota. Questa opera è forse l’unica esistente in Italia così mirabilmente concepita.

Dopo il terremoto del 1997, che ha reso inagibile la chiesa, vi svolgiamo tutte le funzioni sacre. Attualmente è Rettore di San Filippo il sacerdote Diocesano Borgiani Don Elio che il Vescovo ha chiamato in data 30 Agosto 2003, dalla Parrocchia Buon Pastore di Collevario, a sostituire i Padri Passionisti.